mercoledì 8 aprile 2020

Alfredo DiStefano

dal Guerin Sportivo n.50 del 1999

Nasce nel rione Barrajas a Buenos Aires, figlio di emigranti italiani, il padre già discreto giocatore del River Plate. I primi passi nella squadra del barrio lo impongono all'attenzione. Al River entra come ala destra della quarta squadra, ma in pochi mesi scala tutti i gradini e si ritrova al fianco dei leggendari assi dell'epoca: Moreno, Labruna e Pedernera. Un anno all'Huracàn, che offre condizioni economiche migliori, lo lancia in orbita, sicché quando rientra, diciottenne, al River è già titolare inamovibile. La sua velocità è impressionante, lo chiamano la Saeta Rubia (la freccia bionda). Nel 1947, ventunenne, è la sensazione della nazionale argentina che vince a Guayaquil il campionato sudamericano; dirà in seguito di non aver mai giocato in una squadra più forte. Nella sua versione giovanile Di Stefano è centravanti puro con il gol sempre in canna, ma per l'economia Argentina sono anni terribili e nel 1949 accoglie le offerte del Milionarios, un club colombiano fuori dall'ambito FIFA, che pratica un professionismo esasperato reclutando a suon di dollari. Vince due titoli colombiani e in 292 partite realizza 259 gol.
Nel 1953 si fa tentare dal Real Madrid ed è in quel momento che nasce la leggenda dei Merengue. Non sarebbero mai stati possibile i favolosi Real degli anni '50 e '60 senza Di Stefano.


Di quel Real si ricordano a malapena gli allenatori; è Di Stefano il vero allenatore, in campo e fuori, chi si adatta al suo gioco trova soldi e gloria, chi entra in collisione non ha scampo; succede anche al grandissimo Didi, regista del Brasile campione del mondo '58 e '62, approdato a Madrid con velleità di padrone è costretto a fare presto le valigie. In 11 anni Di Stefano gioca 624 partite ufficiali e realizza 405 gol, vince 8 campionati e 5 coppe dei campioni consecutive. Non fa l'attaccante puro, porta il 9 sulla maglia ma muove da posizione arretrata, dove costituisce il fulcro della manovra. Eppure per 5 stagioni è il capocannoniere della Liga in Coppa dei Campioni firma 49 gol. Dopo aver indossato la maglia della nazionale argentina e colombiana approda anche a quella spagnola per via delle naturalizzazioni facili e gioca 31 partite con 23 gol, eppure non giocherà mai in un Campionato del Mondo. Presente a Cile '62, non disputerà nessuna partita.

Adalberto Bortolotti

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