Una di quelle (poche) parabole edificanti che ci regala il calcio del 2000. Due squadre di Primera División (Real Madrid e Malaga) lontanissime per storia, tradizione, numero di tifosi e soprattutto budget che si ritrovano, con un terzo della Liga già archiviato, sullo stesso scalino della graduatoria. Capita a volte. Ma il bello della favola non è l'ennesima variazione sul tema di Cenerentola. Il fatto è che il Malaga è una squadra costruita con gli scarti del Real Madrid (11 per l'esattezza) a dimostrazione che il marchio contraffatto talvolta può rendere quanto una griffe. Tipico in questo senso è il caso di Edgar Caravalho Pacheco, calcisticamente noto come Edgar. Acquistato dal Benfica, era stato ceduto a metà della passata stagione in prestito al Malaga, dove sarebbe diventato uno dei protagonisti più importanti della promozione grazie a 6 reti e a numerosissimi assist per il bomber Catanha. Eppure, la scorsa estate, anziché riscattare il ventunenne talento portoghese (brillante nazionale di categoria) il Real Madrid ha preferito ancora una volta optare per una campagna acquisti di alto profilo e altissimo costo. Risultato: Edgar segna regala assist (la metà dei gol di Catanha in merito suo) e correre come un forsennato su tutto il fronte d'attacco. In casa "merengue" per fare questo avevano comprato un francese (Anelka). Dicevano fosse il miglior, ma per ora nessuno non se n'è accorto.
Andrea de Benedetti

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