L'idea era quella di farlo giocare con Rivaldo, come ai tempi del Palmeiras; insieme facevano musica. Per questo Lendoiro, presidente del Depo, li avrebbe voluti riunire. Peccato che a poche ore dall'acquisto di Djalminha, il Barcellona gli abbia soffiato Rivaldo mandando all'aria il bel progetto. Orfano del suo alter-ego, Djalminha ha faticato non poco a esorcizzare la solitudine e l'immancabile saudade. A un certo punto ha rischiato di tornare in patria al Vasco de Gama. Poi, tutt'a un tratto, è successo il miracolo; affrancato dall'esilio sulla fascia sinistra e restituito al ruolo naturale di fantasista, Djalminha ha finalmente tolto il broncio, recuperando sorrisi e gol, raccogliendo stima e consensi è diventato un giocatore completo.
Andrea de Benedetti

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